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Finita Milano Moda, tutto on line. Eccovi il resoconto dove per ogni marchio trovate la presentazione. Buona visione

clicca qua per Fashionweek Milano:

https://milanofashionweek.cameramoda.it/

clicca qua per la presentazione della collezione Ermenegildo Zegna XXX

 
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Pubblicato da su 25 gennaio 2021 in Uncategorized

 

DAD Didattica a distanza, ma come procedere ?

Da 25 anni docente in scuola superiori specializzate, STA e SSSAT.

Iniziato con gessi e retro proiettore, ora con piattaforma per lezioni a distanza, PC e beamer.

I docenti sono formati soprattutto per  lezioni frontali dove si può coinvolgere la classe con la comunicazione verbale e para verbale; La sfida attuale è come coinvolgere gli studenti senza la possibilità di essere in presenza ?

Negli scorsi mesi il DECS ha offerto a tutti i docenti del cantone di ogni tipo di scuola la possibilità di colmare le conoscenze tecniche inerenti all’uso di piattaforme on line per la didattica a distanza, ma la vera sfida è come tenere alta la motivazione sia per le materie di cultura generale che le materie professionali in una situazione di lezione a distanza.

Personalmente mi sono sempre ispirato ad una frase di Benjamin Franklin che recita “dimmelo e lo dimenticherò, insegnamelo e potrei anche ricordarlo ma coinvolgimi e lo imparerò”

Gli obiettivi per una lezione on line non possono evidentemente essere i medesimi di una lezione in presenza, capire la situazione dello studente che ci segue tutto il giorno da casa è imperativo, soprattutto con degli studenti adulti quali i nostri nelle scuole superiori specializzate.

Per le materie di cultura generale è necessario trasmettere i concetti base e poi far lavorare lo studente in ricerche su siti e redazioni di riassunti da condividere con il docente.

Per le materie professionali, dove la parte pratica ha un ruolo prioritario, bisogna trovare delle attività che coinvolgano lo studente in attività dove lo strumento informatico ha un ruolo di supporto tecnologico, niente di più.

Quali esempi citerò delle attività che si stanno organizzando in due scuole dove sono attivo:

  • STA sostituire la visita a fiere di settore con fiere on line, lezioni composte da filmati sulla parte teorica e poi  contatti one to one per verificare la riposte. Esempio interessante è la lezione dove si tratta il tema di dover dire di no ad un cliente. A seguito della teoria abbiamo fatto delle telefonate  con giochi di ruolo.
  • I colleghi docenti di materie professionali hanno approfondito le competenze nell’ambito delle mascherine di protezione e hanno iniziato una produzione dimostrativa su come poter abbinare una protezione sicura e il fashion.
  • SSSAT sostituire il lavoro pratico di realizzazione di un evento-cena con l’organizzazione di un evento on line di comunicazione interna indirizzato a studenti  che attualmente seguono i corsi in modalità on line e gli studenti che stanno svolgendo lo stage pratico in Svizzera o all’estero.
  • Un ulteriore importante aspetto che verrà trattato ed allenato è la modalità per organizzare e svolgere  una conferenza utilizzando delle piattaforme di comunicazione on line quali Teams, Zoom e Skype.

A conclusione tengo a sottolineare che questi strumenti di comunicazione on line sono già in uso da diversi anni in aziende multinazionali e quindi i nostri studenti stanno acquisendo delle nozioni importanti che gli permetteranno di affrontare questa attitudine professionale con disinvoltura.

 
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Pubblicato da su 21 gennaio 2021 in Uncategorized

 

Customer Care, attività sempre più importante per il successo aziendale.

Da insidemarketing ho estratto questa interessante riflessione sull’evoluzione del Customer Care. buona lettura

Quella del customer care è un’arte sempre più difficile: consumatori sempre più “connessi” sono, infatti, consumatori sempre più informati, che hanno aspettative sempre più alte rispetto alla qualità dei servizi o dei prodotti e che, per questo, sono anche più facili da deludere.

Lo sanno bene le grandi aziende internazionali che, secondo alcune stime, solo nell’ultimo anno hanno dovuto raddoppiare le risorse umane normalmente impiegate per l’assistenza clienti sia tradizionale che tramite canali digitali.

Sono proprio gli ambienti digitali, del resto, a favorire il tanto discusso empowerment del consumatore. In concreto? Si tratta, per esempio, di recensioni e valutazioni negative, feeedback che smentiscono l’immagine proposta dall’azienda, comportamenti tanto comuni quanto potenzialmente dannosi per la brand reputation .

Tanto più se si considera, e le aziende lo sanno bene, che per ogni consumatore che si “lamenta”, sui social e non, ce ne sono almeno dieci che ne condividono la delusione, pur senza che abbiano tempo e voglia di manifestarlo.

L’insoddisfazione del cliente? Rischia di avere, allora, un costo concreto per le aziende. Non solo, infatti, un consumatore insoddisfatto è un consumatore che non torna a comprare i propri prodotti/servizi: in un contesto in cui la fiducia verso amici e familiari e il passaparola sono tra i driver fondamentali d’acquisto, l’opinione degli individui ha assunto un peso più che rilevante sulle revenue aziendali. Per questo è fondamentale farsi trovare preparati davanti all’ipotesi di insoddisfazione del cliente.

Per cosa i clienti si sono lamentati di più

Un cliente deluso, però, è anche un cliente da cui imparare qualcosa rispetto al proprio business. Rilevanti sono, in questo senso, dati come quelli messi a disposizione dalla Consumer Federation of America che mostrano per cosa i consumatori si sono lamentati di più durante il 2016.

Il primo posto va al settore automobilistico: qui le cause d’insoddisfazione dei clienti riguardano, per lo più, pubblicità ingannevole, prezzi scorretti nella vendita sia del nuovo che dell’usato, riparazioni non ottimali e problemi nel leasing.
Il secondo settore più a rischio lamentele da parte dei consumatori sembra essere quello dell’edilizia: dai progetti falliti fin dall’inizio al ritardo nella consegna dei lavori, la lista nera sembra essere particolarmente lunga.
Sul podio anche le utility come luce, acqua e gas: le cause di scontento, in questo caso, hanno per lo più a che vedere con bollette e conti sbagliati, canoni aumentati, etc.

Nella top ten della Consumer Federation ci sono, però, anche settori come quello finanziario, dove i reclami dei clienti hanno a che vedere in particolare con rate dei mutui, tassi d’interesse, etc., quello delle vendite al dettaglio i cui motivi d’insoddisfazione riguardano per lo più questioni classiche come merce difettosa, ordini incompleti, ritardi nelle consegne o, ancora, quello dei servizi dove osservate speciali sono licenze e mancata adeguatezza degli standard.

Particolarmente a rischio clienti insoddisfatti sembrano essere, inoltre, anche i settori degli affitti immobiliari (a causa soprattutto delle clausole sfavorevoli nei contratti), dei beni di consumo, dei prodotti per la salute (spesso oggetto di pubblicità ingannevole) e dei servizi di Rete. Nell’ultimo caso, a preoccupare sembrano essere soprattutto le frodi sui contratti con le compagnie telefoniche.

Secondo gli esperti di business.com, da scenari come questi si avrebbero da imparare alcune importanti lezioni.

1. Evitare la pubblicità ingannevole

Trasparenza e credibilità sono, infatti, parole d’ordine quando si guarda alla necessità di costruire un rapporto duraturo con i propri clienti. Per questo può essere utile, per esempio, permettere loro di lasciare recensioni e feedback sul prodotto/servizio direttamente sul sito aziendale. Assolutamente da evitare, invece, le tecniche “ black hat ” come recensioni e valutazioni false.

2. Portare a termine le cose iniziate

Per qualsiasi processo, a qualsiasi livello dell’organigramma aziendale o step della filiera produttiva si dovrebbe avere in mente il mantra: lavora come se lo stessi facendo per il CEO. Tradotto? Significa assicurare la massima qualità e affidabilità a qualsiasi passaggio aziendale. Per quelli che coinvolgono i clienti, poi, meglio assicurarsi di farlo nel minor tempo possibile.

3. Fare attenzione alle regole del gioco

Ogni mercato ha le proprie regole, i propri iter burocratici e le leggi da tenere in considerazione. Avere le licenze giuste e rispettare le norme sulla concorrenza e sul libero mercato sembra essere l’unico modo per assicurarsi una presenza competitiva.

4. Proteggere i dati dei propri clienti

Questi, infatti, si sono “fidati” dell’azienda quando hanno condiviso dati personali, finanziari, qualche volta sensibili. È indispensabile, allora, criptarli, metterli al riparo da eventuali cyber-attacchi e, più in generale, non riservare loro trattamenti diversi da quelli previsti dall’apposito accordo.

5. Assicurarsi che il proprio staff incarni i valori aziendali

Non si tratta solo di conoscere il prodotto/servizio in tutte le sue caratteristiche: ogni “unità” del proprio staff deve incarnare e vivere al meglio i valori rappresentativi del brand e della sua storia. Empatia, coinvolgimento e cortesia sono poi soft skill fondamentali soprattutto per chi svolge attività di front office.

via www.insidemarketing.it

 
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Pubblicato da su 15 gennaio 2021 in Uncategorized

 

La pandemia influenza le nostre abitudini alimentari ?

Segnaliamo un interessante report pubblicato da FutureBrand, per un ristoratore ignorarlo sarebbe un errore fatale per il proprio futuro !

https://www.instoremag.it/approfondimenti/future-food-come-mangeremo-dopo-la-pandemia/20210113.112181

buona lettura

 
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Pubblicato da su 14 gennaio 2021 in Uncategorized

 

Il binomio pubblicità – musica, una interessante classifica sui migliori brani del 2020

da marketingjournal estraggo questa interessante classifica che vuole confermare come per poter sviluppare una campagna di comunicazione efficace, anche la colonna musicale ha un ruolo importante. Buona lettura e buon anno a tutti voi

Canzoni nelle pubblicità, al giorno d’oggi ricoprono un ruolo fondamentale per renderle riconoscibili e restare imprese nella testa di chi guarda. Oltre a dare brio agli spot, certe canzoni sono talmente legate alle inserzioni pubblicitarie che a volte le scopriamo proprio perché proposte da loro.

In altri casi invece si tratta già di successi affermati che fanno traino al marchio sponsorizzato. Di certo però si tratta di belle canzoni. Per questo abbiamo selezionato per voi quelle che sono le più significative del 2020.

Canzoni pubblicità. Playlist 2020

1) Wind tre: Essere umani – Marco Mengoni

Il successo di Marco Mengoni ha fatto da colonna sonora alla pubblicità di Wind tre con protagonista Fiorello. In un momento difficile per il nostro paese, per via dell’emergenza covid, una canzone che invita a “credere negli esseri umani” è rincuorante. Il brano poi è davvero molto intenso.

2) Vodafone: Come toghether – The Beatles

Eccoci ad un altro operatore telefonico, sempre fra i più attivi nel panorama pubblicitario italiano, si tratta di Vodafone che ha scelto i Beatles. Più nello specifico il brano “Come togheter”, in versione cover perchè suonata eccezionalmente dai Rockin’1000. La colonna sonora appare azzeccata, visto che si tratta di un brano ricco di energia e capace di coinvolgere chi guarda e ascolta la pubblicità.

3) H&M: L’estasi dell’oro – Ennio Morricone

E’ la colonna sonora utilizzato da H&M, il noto marchio di abbigliamento e della moda. Una scelta che a posteriori può rappresentare un omaggio al maestro della musica italiana recentemente scomparso. Un sottofondo da brivido che mostra ancora una volta la grandezza del compositore.

4) Gilette: Boombastic – Shaggy

Lo storico successo del rapper è il sottofondo inconfondibile della pubblicità del marchio di lamette e prodotti per la rasatura. Il protagonista dello spot è l’ex calciatore Christian Vieri, che ancora una volta rispolvera la frase “shave like a bomber”. La canzone con il suo ritmo inconfondibile e la carica positiva rende lo spot divertente.

5) Alfa Romeo: La vita – Shirley Bassey

Nella pubblicità del noto marchio automobilistico Alfa Romeo, questo brano storico italiano viene proposto come colonna sonora. Lo spot è interpretato dal pilota di Formula 1 ex Ferrari Kimi Raikkonen, mentre guida per le strade del principato di Monaco. Il brano lo accompagna ed esalta la bellezza della macchina.

6) Oreo: Boom Boom Boom – Grace Mesa

Lo spot dei biscotti Oreo limited edition, con protagonista l’influencer Chiara Ferragni, ha come sottofondo questo brano. La canzone non è famosissima di suo, quindi questo probabilmente è uno di quei casi in cui lo spot e il testimonial la fanno conoscere.

7) Ford: Power – Kanye West

La canzone del rapper statunitense è il sottofondo scelto dalla casa automobilistica Ford per proporre i suoi nuovi modelli sul mercato. La canzone rende bene l’idea di un auto sportiva, di carattere e al passo con i tempi.

8) Ikea: Last Chance – CHPTRS

Last chance è il brano di CHPTRS, scelto dall’azienda svedese per il suo spot pubblicitario 2020. Una canzone lenta e soave che però trasmette una tranquillità tipica degli ambienti di casa, che poi è l’intento di Ikea. Se amate rilassarvi godetevi questo pezzo.

9) BMW: Good times – Ghali

Lo spot del marchio automobilistico tedesco è diventato inconfondibile soprattutto grazie alla presenza della canzone di Ghali. Il suo fischio e l’invito a mantenere un mood positivo, unito alla macchina e la bellissima protagonista, creano davvero una “bella atmosfera”.

10) Dior: Porcelain Moby

Lo spot con la bellissima modella brasiliana Gisele Bundchen ripropone una canzone da fascino intramontabile come “Porcelain” di Moby. La bellezza della protagonista e la capacità di creare sempre grande attenzione di Dior fanno il resto.

11) Samsung: Black Pumas – Colors

Nello spot dedicato al nuovo modello Samsung Galaxy, il famoso marchio di telefonia utilizza questa canzone come colonna sonora. Il brano funk e soul crea i giusti presupposti per attirare l’attenzione di chi guarda, perché gradevole.

12) Calzedonia: Paper kings – living my best life

Chiudiamo con i Paper kings, il gruppo che, con la canzone intitolata “living my best life”, fa da colonna sonora allo spot pubblicitario di Calzedonia. L’azienda di calze, collant, costumi eccetera, impegnata a promuovere i suoi prodotti per l’estate 2020. Il brano mette di buon umore, come si può immaginare.

Oggi più che mai, scegliere la canzone giusta per una pubblicità è importante quanto scegliere il testimonial giusto. Il brano di Ghali ne è una prova. Sono ben pochi quelli che non hanno in testa la sua canzone, specie fra i giovani. Lo stesso si può dire per la canzone di Marco Mengoni. Ma anche i pezzi storici se utilizzati bene hanno il loro fascino, come nel caso di Boombastic di Shaggy.

 
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Pubblicato da su 31 dicembre 2020 in Uncategorized

 

Nella vendita la preparazione è l’80% del successo ! ma…..

Capita troppo spesso che anche i buoni collaboratori del servizio vendita non pongano sufficiente attenzione alla preparazione dei colloqui coi clienti e ad orientare le offerte ai reali bisogni dei loro clienti.

La possibilità di un colloquio personale coi clienti è un’occasione cruciale nella realizzazione delle strategie di vendita. Ci sono molti collaboratori che sono abilissimi a curare i rapporti coi clienti e questo porta sovente a delle visite estremamente piacevoli.. Quindi, fino a qui, tutto bene. Purtroppo i risultati non corrispondono a quanto si potrebbe supporre. Le ragioni ? spesso le aspettative del cliente non sono soddisfatte in quanto le informazioni date non sono orientate ai bisogni specifici del cliente. Tutto questo vale anche per le offerte scritte che vengono preparate prima delle visite o inviate ai clienti.  Secondo una ricerca effettuata da uno studio di consulenza francese, il 35% delle ditte considera l’offerta scritta uno strumento decisivo per decidere quale prodotto acquistare. Descriviamo dei consigli sull’approccio da utilizzare per la stesure di offerte scritte.

Identificare i bisogni della clientela per personalizzare le offerte: l’obiettivo prioritario deve essere di aiutare il nostro interlocutore a decidere per il nostro prodotto. Le nostre offerte devono poter rispondere alle domande sui prezzi, tempi di fornitura, scadenze di fornitura e di pagamenti. Tutto questo implica un investimento soprattutto in ore lavorative ma questo tempo non sarà mai perso. Le offerte possono variare da due a molte pagine, importante è la struttura da seguire. A questo proposito si consiglia un approccio basato su 6 elementi: Il primo servirà per riassumere il contesto nel quale  andremo a stilare l’offerta (referenze di progetti, numeri tecnici, ecc.). Nel secondo elemento elenchiamo le situazioni generali che possiamo risolvere con il nostro prodotto. Ora arriviamo alle fasi importanti quindi nella terza, diamo la nostra soluzione ad un problema specifico che ci è stato sottoposto dal cliente o che abbiamo riscontrato nel corso delle analisi effettuate nel corso di colloqui personali. Il quarto elemento deve rispondere alla domanda “quanto mi costa e quali benefici finanziari posso ottenere”. Successivamente bisogna presentare la nostra società ed i nostri servizi vendita e dopo vendita. Va data molta importanza a questa fase in quanto spesso la decisione di acquistare dipende proprio da questi elementi e quindi valorizzare la nostra società ed i nostri servizi. Termineremo con l’elenco di tutta la documentazione allegata. 

Ci saranno più persone che leggeranno e valuteranno la nostra offerta ed è quindi importante che ognuno, dopo aver letto le prime 5 fasi, trovi negli allegati le risposte in funzione delle proprie competenze (finanziarie, tecniche, montaggio, ecc.).

L’informatica ci aiuta molto nella fase di presentazione, Power Point, Word, Excel, ecc., tutto può essere utilizzato a patto che il risultato risulti coerente, coinvolgente e gradevole. Illustrazioni, pagine a colori, grafici di facile interpretazione, tutto aiuta a facilitare la lettura e ad aiutare il cliente nella scelta.

Ora pensiamo a trasmettere il documento al cliente. Importante è di centrare la persona che deciderà e quindi evitare inutili intermediari. La visita personale è sempre auspicata e consegnare brevi mano la cosa migliore. Se non fosse possibile allora si può inviare un e-mail o un dossier cartaceo. Preferite la seconda in quanto più coinvolgente e di facile  consultazione.

Dopo 3 giorni dall’invio fatevi sentire o vedere dal cliente per chiedere se hanno bisogno di ulteriori informazioni; Vi permetterà di percepire eventuali critiche o conoscere chi sarà la persona incaricata di decidere.

 
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Pubblicato da su 30 dicembre 2020 in Uncategorized

 

Lo Smart Woking, strumento didattico solo per “pandemie” ?

di seguito un intervista a 20 minuti

«Così gli studenti restano “attivi” quando la lezione è virtuale»

La didattica a distanza impone nuovi approcci all’insegnamento

L’esperto Stefano Airoldi spiega come mantenere alta l’attenzione e il coinvolgimento degli allievi durante le lezioni online

di Redazione
SOFIA PELANDA MAZZA

BREGANZONA – Stefano Airoldi, responsabile dei corsi Apf di Specialista in Marketing e docente presso le scuole Sssat e Sta, racconta come l’efficacia dell’insegnamento a distanza, laddove possibile, dipenda da una riformulazione degli obiettivi didattici e da un approccio allo studente finalizzati all’apprendimento attivo.

Quali sono le differenze tra l’online e l’aula?
«Ci sono molte cose da tenere in considerazione. Dal punto di vista dell’insegnamento, le lezioni tenute a distanza lasciano meno spazio di interazione, non solo tra allievo e docente ma anche tra studenti stessi. Inoltre, a differenza dell’aula, mantenere l’ordine è più complesso. Se prima vi era un approccio più fortemente incentrato sul confronto in classe, sull’online diventa molto difficile dare un’organizzazione e gestire gli interventi degli studenti».

Cosa cambia per gli allievi?
«L’impossibilità di frequentare fisicamente l’insegnamento rischia di innescare un circolo vizioso di cattive abitudini e portare a un indebolimento dell’autodisciplina che poi si possono ripercuotere negativamente sul rendimento scolastico. Proprio per evitare queste derive, insisto molto coi miei studenti affinché si organizzino la giornata e ottimizzino la gestione delle proprie risorse personali per eludere soprattutto la demotivazione e il senso di distacco nei confronti della scuola».

Quale soluzione?
«Sull’online si è cercato di ristrutturare l’insegnamento in maniera tale da renderlo più dinamico, coinvolgendo lo studente attivamente. Pertanto, la lezione teorica cerca di essere breve, venendo divisa in moduli di 10 o 15 minuti alternati con esercizi che gli studenti devono svolgere singolarmente o in gruppo e poi inviarli per la discussione e la valutazione. È un approccio fortemente incentrato sulla pratica e che vuole evitare a chi è davanti allo schermo di essere solo un passivo ricettore di nozioni. Per questo motivo cerco di non tenere mai i miei allievi di fronte al video consecutivamente per più di mezz’ora».

Spazio all’iniziativa degli studenti?
«Possono interagire tra loro in qualsiasi momento attraverso gli strumenti offerti da Teams, come chat e gruppi. Questa è la piattaforma ufficiale approvata dal Decs e che viene usata per tutte le scuole del Ticino. Poi c’è anche Moodle, utilizzata per la condivisione di documenti. I mezzi che abbiamo a disposizione permettono di tenere vivi i contatti tra più partecipanti e sicuramente accogliere iniziative didattiche interessanti e costruttive».

Un esempio?
«Recentemente con la Sssat di Bellinzona 16 studenti hanno predisposto un evento online. L’obiettivo era acquisire competenze nell’uso delle piattaforme digitali per migliorare il team building tra tutti gli allievi dell’istituto. In totale hanno partecipato in 50 e hanno passato circa un’ora a condividere filmati di ricette, giochi e testimonianze di altri studenti. Gli organizzatori hanno approfondito il lavoro con la creazione di gruppi, ciascuno con una propria chat che permettesse agli allievi di comunicare direttamente tra loro e quindi pianificare il progetto».

«È anche un’opzione contro il sovraffollamento dei treni»
Grande sostenitore delle potenzialità dell’online, Stefano Airoldi riflette sulle possibilità di un suo utilizzo prolungato per l’insegnamento a distanza, propendendo per una formula alternata tra aula e abitazione: «Anche quando si uscirà dall’emergenza pandemica, l’ideale sarebbe trovare una forma mista per le scuole superiori che preveda, per esempio, 3 giorni in presenza fisica e 2 giorni a casa», suggerisce il docente. Questa possibilità, secondo Airoldi, potrebbe essere anche un’interessante via da percorrere per andare a ovviare ad altre problematiche non direttamente legate al mondo dell’istruzione: «Sono sicuro che alternando la didattica a distanza con quella in presenza riusciremmo a risolvere problemi come il sovraffollamento dei treni, il traffico, la mancanza di parcheggi. Sicuramente è da studiare bene, ma è un’opzione che, a mio parere, sarebbe intelligente considerare».

 
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Pubblicato da su 28 dicembre 2020 in Uncategorized

 

uno strumento per capire come evolve la società, google !

Approfitto di un articolo di Libero Fusi per estrarre le informazioni sul comportamento dell’utente nei confronti di Google. Ricordo che da oramai un paio di anni stanno crescendo le ricerche vocali, quindi più elaborate, ma vedrete che ricerche con termini singoli restano ancora importanti. Questo é basilare per capire come muoverci nel mondo Inbound e SEO, il 2021 sarà l’anno della svolta decisiva, o ci si mette seriamente o si resta fuori mercato. Buone Feste a tutti !

Ecco le prime 30 posizioni ricercate:

1 facebook – volume 68M
2 meteo 37.2M
3 traduttore 37.2M
4 amazon 30.4M
5 youtube 30.4M
6 gmail 20.4M
7 libero mail 20.4M
8 google 16.6M
9 google traduttore 16.6M
10 serie a 16.6M
11 diretta 13.6M
12 stasera in tv 13.6M
13 ansa 11.1M
14 coronavirus 11.1M
15 repubblica 11.1M
16 whatsapp web 11.1M
17 alice mail 9.14M
18 inps 9.14M
19 subito 9.14M
20 corriere della sera 7.48M
21 instagram 7.48M
22 la repubblica 7.48M
23 programmi tv 7.48M
24 ebay 6.12M
25 gazzetta 6.12M
26 hotmail 6.12M
27 juventus 6.12M
28 maps 6.12M
29 libero 6.12M
30 trenitalia 6.12M

Le fonti di notizie più popolari in Italia, secondo le ricerche Google del 2020, sono Ansa, Repubblica, Corriere della Sera, La Gazzetta dello Sport, Il Giornale. Tra gli ecommerce più popolari troviamo Amazon, Ebay, Zalando, Ikea. Le piattaforme di streaming più ricercate sono state Netflix, Amazon Prime, Netflix, Mediaset Play, Altadefinizione.

Le domande più frequenti fatte a Google nel Mondo

1 Qual è il mio IP?
2 Che ore sono?
3 Come annodare una cravatta?
4 Dove sono?
5 Quante settimane ci sono in un anno?
6 Come fare uno screenshot su Mac?

Le domande più curiose, dopo quelle più ovvie, sono state:

– Perché sono stati inventati i cornflakes?
– Cosa si intende per SMH?
– Come si prepara un disinfettante per le mani?
– Quanti anni ha Danielle Cohn?
– Cosa significa pansessuale?
– Come è morto Cameron Boyce?
– Quanto è alta Peppa Pig?

Le domande più frequenti fatte a Google in Italia nel 2020

1 chi ha vinto sanremo 2020 74K
2 che tempo fa domani 74K
3 che ore sono 74K
4 che significa lol 61K
5 che tempo fa oggi 41K
6 che santo è oggi 41K
7 quando gioca la juve 41K
8 che tempo fa 41K
9 come si dice guarda il mare in finlandese 33K
10 quando cambia l ora 33K
11 che ricorrenza è oggi 33K
12 quando gioca il napoli 33K
13 perché il cielo è blu 33K
14 quando finisce la quarantena 27K
15 come scaricare video da youtube 27K
16 come si dice gatto nel carbone in tedesco 27K
17 come fare il pane in casa 27K
18 come fare soldi 27K
19 che giorno è oggi 27K
20 come si calcola la percentuale 22K
21 come eliminare account instagram 22K
22 quando è pasqua 22K
23 dove quando poste 22K
24 come dimagrire 22K
25 come fare il lievito madre 22K
26 che ore sono in america 18K
27 dove mi trovo 18K
28 come scaricare musica da youtube 18K
29 come si dice grazie in tedesco 18K
30 come pulire il forno 18K

Le parole chiave e gli argomenti di tendenza delle ricerche Google nel 2020
“Dalgona coffee” (il caffè fatto in casa) è diventata la parola chiave più di tendenza a livello mondiale, dopo esser stato anche un trend su Instagram. La keyword “Stimulus check” è stata ricercata 20 milioni di volte al mese, diventando la parola più di tendenza negli USA, “grazie” anche a Donald Trump che ha firmato la legge CARES.

In Italia, come già detto, le ricerche Google del 2020 riflettono il periodo di pandemia. Gli argomenti più ricercati infatti sono stati “Covid 19”, “autocertificazione per viaggiare”, “avigal” e “protezione civile bollettino”.

Nuovi termini di ricerca nel 2020
Il 2020 ha registrato nuovi termini mai apparsi prima nelle ricerche di Google. “Tangled” (Rapunzel della Disney), ad esempio, risale al 2010 ma è tornato popolare perché nella storia il regno si chiama Corona, come il virus.

 
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Pubblicato da su 23 dicembre 2020 in Uncategorized

 

Nuova situazione, nuove strategie per la comunicazione, un esempio di ysl

da fashionmagazine:

La stagione delle presentazioni della primavera 2021 sembra non finire mai.  Saint Laurent ha annunciato che trasmetterà il 15 dicembre alle 14 su tutti i suoi canali social e su ysl.com un video per mostrare la collezione womenswear dedicata alla prossima estate.

La casa di moda, che fa capo al gruppo Kering, non ha fornito ulteriori informazioni, condividendo con i follower del suo profilo Instagram solo un video teaser di 15 secondi, con luci colorate e grandi cactus (nella foto).

Ad aprile Saint Laurent era stata la prima delle grandi griffe ad annunciare che non avrebbe presentato le sue collezioni all’interno dei calendari ufficiali del 2020, affidandosi a un piano che privilegiasse la creatività.

Prima dell’inizio della pandemia il marchio era stato protagonista di spettacolari sfilate all’aperto, volute dal suo direttore creativo Anthony Vaccarello, come quelle femminili sullo sfondo della Torre Eiffel a Parigi. 

Recentemente Saint Laurent si è concentrato sui video, pubblicando a settembre il film No Matter How Long The Night Is per la collezione uomo primavera 2021, ambientato sui tetti della Ville Lumière e culminato con un défilé sulla Tour Eiffel.

 
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Pubblicato da su 10 dicembre 2020 in Uncategorized

 

Google Maps aumenta da subito la possibilità di dare informazioni per le vostre strutture ricettive

Da Hotelnerds.it una importante e interessante notizia concernente Google Maps, che sta diventando sempre più uno strumento per gestire le nostre vacanza, quindi iniziare da subito ad aggiornarsi e aggiornare le informazioni sulle strutture presenti!

le nuove caratteristiche di Maps

Lluc Berrio Penycate, SEO e online marketing specialista, ha twittato che Google ha iniziato a mostrare le valutazioni medie delle recensioni degli hotel, come i prezzi e i dettagli dell’hotel direttamente nelle puntine di Maps.

In questo modo, un’azienda otterrà un vantaggio nella ricerca locale quando un utente aprirà le recensioni degli hotel.

Secondo quanto affermato da Lluc Berrio Penycate, verranno mostrati non solo i nomi degli hotel e la fascia di prezzo, ma anche le descrizioni specifiche delle strutture.

Gli utenti potranno conoscere ogni dettaglio senza dover aprire il sito web dell’albergo. Potranno scoprire le formule “all-inclusive” o se l’hotel possiede una spiaggia o piscine all’aperto.

Questo aggiornamento renderà più facile alle persone cercare la giusta opzione di soggiorno. Oltre a questo sistema di approfondimento, vengono visualizzate anche le valutazioni medie a stelle per coloro che preferiscono scegliere un hotel in base alle recensioni.

Nella lotta tra gli hotel, questa caratteristica andrà a vantaggio degli operatori alberghieri per guadagnare visitatori.

Google Maps si integra con Google Travel

Insieme alla valutazione per recensione, Google sta estraendo i dati di prezzo a notte e di disponibilità dalla sezione di Google Travel e li mette in mostra direttamente all’interno di Maps, sia su dispositivi desktop che mobili.

In precedenza, esistevano vari annunci, ma i dettagli circa gli hotel erano molto limitati in termini di valutazioni. Ora, però, gli operatori alberghieri possono utilizzare Google Maps per attirare il maggior numero di ospiti possibile.

Gli albergatori dovranno rinnovarsi

Avranno la possibilità di aggiungere dettagli accurati sull’hotel e mantenere aggiornato il loro profilo mantenendo anche la classificazione a stelle.

Google Maps è uno dei motori di ricerca locali più autentici e ineguagliati. Le persone possono scegliere direttamente un hotel semplicemente dando un’occhiata agli annunci, in quanto forniscono tutte le informazioni necessarie per finalizzare la decisione di diventare un ospite o un cliente di qualsiasi attività locale.

 
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Pubblicato da su 4 dicembre 2020 in Uncategorized