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consigli dai grandi chef per far risorgere la ristorazione post covid

condivido un articolo interessante dal quale poter avere una indicazione su dove concentrarsi per riposizionare la ristorazione nella fase post covid. Per che pensa che questa esperienza non ha cambiato niente nelle abitudini dei consumatori, forse una attenta lettura farebbe bene !

Ecco quali sono i sette trend emersi dall’analisi delle nuove insegne preferite dai grandi Chef italiani.

1. Green take away: andare al ristorante e tornare a casa con una pianta

Si rafforza una tendenza che unisce il piacere del ristorante a quello dello shopping eco, dai vestiti ecosostenibili alle piante fino alle stoviglie in materiali naturali. Sempre più spesso è possibile recarsi al ristorante e fare allo stesso tempo shopping in corner green irresistibili.

2. Cucina espressa: quando la lentezza è un must

Ogni piatto non è mai uguale, anche a parità di ingredienti e preparazione. Ognuno ha una storia a sé. Si conferma saldamente l’apprezzamento per la “cucina espressa”, che esalta e premia l’importanza dell’attesa. Perché ogni singolo piatto è preparato da zero, ogni ingrediente è scelto in modo maniacale per offrire al cliente un particolare aroma, una specifica sensazione, un abbinamento mai osato in un trend che ormai non riguarda solo i ristoranti con molte stelle.

3. Architetture industrial e look botanico

È dimostrato che gli stimoli visivi influiscono sulla percezione del gusto. Molte delle nuove aperture nominate ai TheFork Restaurants Awards 2021 sembrano saperlo molto bene, mostrando una cura particolare non solo negli arredi ma anche nelle luci e perfino nella musica di sottofondo. Comode sedie in velluto dal gusto retrò sono onnipresenti, spesso in contrasto con architetture dal mood industrial, con mattoni a vista, volte a botte e sempre con il contorno di un’illuminazione delicata, soffusa e calda. Cucina e brigata a vista, infine, sono un must sempre più diffuso e apprezzato, insieme alla grande presenza di piante e punti verdi, sui muri e perfino sui soffitti.

4. Contaminazioni & Contrasti: quando il cibo è un ponte tra le culture

Oriente e Occidente, dolce e acido, cucina etnica tradizionale, proposte creative e cucina italiana con influenze di altri Paesi. E ancora, accostamenti inediti carne/pesce, crostacei/selvaggina in un mix di contaminazione e qualità per offrire esperienze nuove e sorprendenti.

5. Convivialità e ricerca

Conciliare la ricerca con la soddisfazione del commensale, utilizzando magari tecniche di preparazione e conservazione provenienti dall’Oriente o dal Nord Europa. Un fenomeno dalle tante declinazioni ma che tende sempre ad avvicinare tutti all’alta cucina in nome della qualità dell’offerta e della convivialità.

6. Menù ristretti

Di fronte alla sovrabbondanza ed ecletticità di certi menù che vogliono accontentare tutti, si sta affermando anche in queste nuove aperture di pregio la ricerca di una certa essenzialità. Dalla cucina espressa che si traduce in massimo nove piatti al giorno, dall’antipasto al dessert, al solo menù degustazione fornito solo a cena fino allo chef che predilige solo ciò che di fresco trova al mercato del giorno, producendo così una carta di 5 piatti.

7. Attenzione assoluta alle materie prime e all’ecosostenibilità

Non è una novità ma una risposta a una crescente richiesta del mercato e di consumatori sempre più consapevoli alla ricerca di piatti buoni e sani. Acquisisce inoltre crescente importanza e interesse la cucina ecosostenibile attenta agli sprechi.

 
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Pubblicato da su 8 novembre 2021 in Uncategorized

 

facebook o non facebook, questo é il problema !

Ovunque viene riportata la notizia che a breve Facebook cambierà nome, così almeno ci viene raccontato, ma sarà vero?

Secondo indiscrezioni all’annuale conferenza del 28 ottobre Zuckerberg annuncerà un nuovo nome e un nuovo marchio, in linea con i nuovi sviluppi della compagnia.

Fra questi pare che avrà grande rilevanza il “metaverso”, da molti considerato la nuova frontiera del web, che secondo i soliti “ben informati” sembra essere la nuova ossessione del fondatore di Facebook.

Sui social è un tripudio di commenti ironici, che puntano il dito sul problema delle fake news di cui il Facebook sarebbe responsabile, ironia della sorte, tutti questi commenti commettono lo stesso errore di cui accusano Facebook, perché al momento si tratta solo di indiscrezioni e probabilmente non andrà come ve la raccontano.

Certo, potrei sbagliarmi, ma sarei pronto a scommettere che l’applicazione e il sito continueranno a chiamarsi Facebook e un eventuale rebranding riguarderà solo la holding che controlla l’impero di Mark Zuckerberg, di sicuro non cambierà nome la app.

Quali sarebbero le ragioni di questo cambio, se ci sarà?

Intanto Facebook è solo uno dei rami d’azienda di Zuckerberg, la sua società possiede infatti anche Instagram e WhatsApp, comunicare le tre piattaforme senza un “nome comune” ha indubbiamente dei grossi svantaggi.

Basta guardare in casa d’altri, per notare che qualsiasi prodotto o servizio lanciato da “Big G” si chiama per prima cosa Google: Google my business, Google maps, Google trends, Google drive ecc…

Sicuramente non è stato solo quello il motivo del flop, ma Google plus è l’unico prodotto, che mi ricordi, non nato con la stessa “immagine”, aveva un logo rosso e una g minuscola con un +.

Non sarà stato solo quello il problema, ma la mancanza di un logo con gli iconici colori “giallo, verde e blu” che ormai tutti riconosciamo, ha sicuramente avuto il suo peso.

Con tutti gli scandali che hanno investito l’azienda di Zuckerberg, il nome Facebook ha sicuramente perso qualcosa in termini d’immagine, di innovazione e progresso, alle volte viene percepito negativamente e questo è un problema con partner e investitori.

Tempo fa anche Google ha compiuto un passo simile, fondando la holding Alphabet, che oggi controlla l’universo di aziende di cui è proprietaria big G, però il noto motore di ricerca si è ben guardato da cambiare nome e altrettanto farà Facebook.

Facebook quindi non cambierà nome, cercherà semplicemente di ringiovanire la propria immagina, puntando su un riposizionamento che lo renda meno “vecchio” e lo proietti verso il futuro.

Anche in quest’ottica va visto il grande interesse dell’azienda nei confronti del metaverso, della realtà aumentata e della realtà virtuale, che dovrebbero essere i futuri sviluppi del web e dei social.

Ora non resta che aspettare una settimana per vedere cosa dirà Mark nella sua conferenza.

da marketingonline

 
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Pubblicato da su 25 ottobre 2021 in Uncategorized

 

Smart City, un concetto di sviluppo territoriale obbligatorio, non più una scelta !

Vi condivido questo articolo in quanto dobbiamo riflettere velocemente come cittadini all’evoluzione della città del futuro e la politica deve iniziare a pianificare in funzione di queste riflessioni. A voi l’articolo:

E’ in uno scenario dominato dal traffico, dall’inquinamento e dalla poca sicurezza che sorge la Smart City: il termine inglese indica un esempio di città in cui progresso e tecnologia sono sinonimi, se non la stessa cosa. In Italia, per il sesto anno di fila, si classifica città più smart Milano, ma anche altri centri stanno subendo lentamente questa trasformazione. Nello specifico, di cosa si tratta?

Una Smart City, in poche parole, è una città energeticamente auto-sostenibile che mira al miglioramento della sanità, dei trasporti e della sicurezza, servendosi della tecnologia. Case intelligenti, mezzi di trasporto automatici, sensori che rilevano l’inquinamento e che gestiscono il traffico: potrebbe essere questo, forse, lo scenario che vedremo tra qualche anno dalle nostre finestre.

Ad occuparsi dei progressi che si potrebbero raggiungere per mezzo della tecnologia è lo studio Mckinsey. Questo studio afferma che nel 2050 la Terra potrebbe essere popolata da 9 milioni di persone e che per un numero così elevato servono città efficaci ed efficienti, le Smart Cities. Alla base di tutto? Sensori intelligenti e applicazioni.

Attualmente le città più smart restano quelle asiatiche e americane, mentre in Italia anche in questo ambito si fa sentire il divario tra nord, dove sono concentrate tutte le smart cities italiane, e sud, che invece rimane indietro nuovamente.

Dunque, ancora una volta la tecnologia sembra essere la protagonista del futuro, ma è bene prestare attenzione e cercare di instaurare un equilibrio tra la vita dell’uomo e l’influenza che questa grande materia esercita su di essa.

 
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Pubblicato da su 17 settembre 2021 in Uncategorized

 

Attenzione, consigli per il revenue management !

Hotelnerds ci aiuta con una sintensi degli strumenti principali a disposizione di un hotel per migliorarne la reddittività. L’uso corretto dei canali di vendita TA o OTA é indispensabile, ma bisogna saperli gestire e non averne paura. La domanda muta e soprattutto é globale, come riuscire a conquistare nuovi clienti senza degli strumenti quali booking.com ?

Eccovi l’approccio base al revenue:

#1: Segmentazione degli ospiti

Questa componente fondamentale del tuo piano di revenue management dipende interamente dal marchio della tua catena alberghiera e dalla tua USP (Unique Selling Proposition).

Potete segmentarli in base alle tipologie, tra cui viaggiatori d’affari, viaggiatori di piacere, gruppi d’affari e gruppi di piacere. Ah sì, non dimenticate di considerare i viaggiatori bleisure.

Inoltre, potete tracciare il canale attraverso il quale hanno prenotato con voi – OTA, sito web del vostro marchio, telefonata, sistema centrale di prenotazione, walk-in, agenti di viaggio e grossisti.

Tale categorizzazione vi fornisce i dati per capire meglio i vostri ospiti, il loro modello di prenotazione, insomma il loro comportamento d’acquisto.

Per esempio, uno di questi segmenti potrebbe essere quello dei viaggiatori d’affari. A loro non dispiacerà pagare un po’ di più se offrite loro la flessibilità di modificare le loro prenotazioni anche all’ultimo minuto.

Tuttavia, un altro segmento potrebbe essere quello dei viaggiatori di piacere. Per lo più opterebbero per tariffe non annullabili e più economiche. In parole semplici, si tratta di conoscere la disponibilità dei vostri ospiti a pagare per i vostri servizi. Questo vi permette di mirare e vendere le vostre camere a una vasta gamma di potenziali ospiti con diverse esigenze e budget.

#2: Prezzi dinamici

Il pricing dinamico o una strategia di pricing basata sul tempo può aiutarti a migliorare le entrate della tua azienda, generando una massima occupazione. È necessario implementare questo approccio di pricing efficiente per cambiare le tariffe delle camere ogni giorno, in base ai dati di mercato in tempo reale, come i prezzi della concorrenza, la stagionalità, l’offerta e la domanda.

Oggi, alcuni sofisticati sistemi di gestione dell’hotel, alimentati dall’AI, possono elaborare vari dati in tempo reale per rispondere ai cambiamenti prontamente.

Ecco un semplice esempio: offrire prezzi bassi quando la domanda è bassa. Ma non dimenticare di aumentare le tariffe delle camere quando la domanda aumenta. Questo è un modo provato per aumentare il tuo RevPAR.

In questo contesto, potresti voler adottare una strategia di prezzi aperti ogni volta che se ne presenta la necessità. La base di questo tipo di pricing consiste nel fissare le tariffe delle camere a livelli diversi, mirando a segmenti diversi.

Ecco un esempio: sei un hotel di lusso; ma hai dei cali occupazionali nei periodi di bassa stagione. In questo caso applicare una tariffa più bassa rispetto al solito prezzo ‘premium’ potrebbe aiutarti a generare un po’ di entrate.

#3: Previsione della domanda

Prevedere la domanda è una delle attività più importanti e dispendiose, in termini di tempo, delle strategie di revenue management. Risulta però fondamentale ai fini della performance di vendita e ci si può aiutare con gestionali all’avanguardia che elaborano dati statistici, apprendendo dai dati passati.

Se pensiamo alla stagione invernale che sta per arrivare ci sono dati in rialzo per l’occupazione, seppur ancora molto bassi. Stando a questo però non è del tutto corretto applicare una politica di prezzi troppo bassi, perché risalire da quel prezzo poi sarà molto difficile.

#4: Limitazione della durata del soggiorno

Usate questa strategia per incoraggiare i vostri ospiti a rimanere più notti aumentando la vostra occupazione. Per esempio, essendo il venerdì un giorno di punta, non accettate qualsiasi prenotazione di una notte per questa data.

Guardate il vostro rapporto arrivi/partenze, e applicate la policy minimum stay per assicurarvi almeno un soggiorno di due notti, da venerdì a domenica.

Allo stesso modo, usa questa tecnica durante il periodo in cui la tariffa è alta per limitare il numero di camere vendute con forti sconti. Per esempio, potete implementare questo quando volete che un ospite resti per un massimo di due notti invece di tre.

In entrambi i casi, assicuratevi di adattare le vostre tariffe affinchè il prezzo sia attraente per i vostri ospiti.

#5: Distribuzione delle camere

Questo passaggio è fondamentale. Dovresti integrare il tuo Hotel PMS con un buon channel manager.

Attraverso questa integrazione, dovreste essere in grado di aggiornare le vostre tariffe e disponibilità su tutte le OTA connesse, il sito web, i GDS e i motori di metasearch in tempo reale.

Un flusso bidirezionale di dati di prenotazione, tariffe e disponibilità senza soluzione di continuità assicura che tutti i canali di vendita collegati abbiano le stesse disponibilità e tariffe. Questo vi aiuta a eliminare l’overbooking e le doppie prenotazioni che danneggiano il vostro marchio.

#6: Overbooking calcolato

Sì, avete sentito bene. L’overbooking senza un piano può ritorcersi contro, con conseguente perdita di opportunità di business e insoddisfazione degli ospiti.

Tuttavia, se si riesce a farlo con attenzione, è possibile guidare il potenziale di entrate della vostra proprietà mitigando le perdite derivanti da no-show, cancellazioni dell’ultimo minuto, check-out anticipati.

Per raggiungere questo obiettivo, è necessario guardare diversi dati critici sulle nuove prenotazioni, le prenotazioni cancellate, i rapporti sulle partenze notturne, i rapporti sugli arrivi e tutti i rapporti interni.

Un’analisi attenta ed esperta di questi dati vi aiuterà a prevedere il numero di overbooking che potete prendere per garantire la massima occupazione.

 
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Pubblicato da su 12 settembre 2021 in Uncategorized

 

alcune riflessione sui rapporti che cambiamo tra on line e off line

buongiorno a tutti, eccoci nuovamente attivi nel coinvolgervi in notizie e riflessioni che concernono il mondo del marketing. Inizio con una raccolta di pensieri raccolti dal club del marketing e delle comunicazione. A voi realizzare cosa questo comporta per le nostre attività nel mondo della comunicazione, buona lettura.

I social media non sono solo una tecnologia di comunicazione o di intrattenimento, ma sono diventati ormai un luogo dove trascorriamo il nostro tempo. Per alcune persone, come quelle che vivono lontano dalla famiglia, possono diventare il principale luogo in cui vivono.

Qui, come in molti dei nostri campi di ricerca, troviamo esempi di giovani che sembrano trascorrere la maggior parte del tempo sui social media, ma che vedono questo dato come un’estensione della loro vita sociale offline, piuttosto che un’alternativa a quest’ultima.

I social media hanno trasformato i rapporti delle famiglie transnazionali, dove i membri della famiglia sono in grado di ricreare il senso di vicinanza del vivere insieme nella stessa casa.

Vivere insieme attraverso i social media

Qui la maggior parte della gente ha una vita sociale molto attiva e fa un uso limitato dei social media, ma in altri luoghi rifugiarsi nei social ha lo scopo di rimediare a un mondo locale più limitato, si utilizza uno dei più grandi social media internazionali.

La migrazione di persone da offline a online è stata in qualche modo più efficace di quella dalle aree rurali verso le città industriali nel portare la gente in quella Cina moderna a cui aspira.

La vita fuori dallo smartphone è insopportabile

Anche qui, sebbene non incidano più di tanto sulla vita offline, i social media sono un modo per immaginare e sperimentare altri modi di vivere.

I genitori di solito affermano che sembra che i loro figli vivano su un altro pianeta quando vengono assorbiti dai social media.

Le relazioni sentimentali prematrimoniali esistono principalmente online, fino al punto in cui una coppia potrebbe sentirsi a disagio una volta insieme nella vita reale

 
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Pubblicato da su 5 settembre 2021 in Uncategorized

 

2050, che ruolo avrà internet nella nostra vita ?

Molte sono le innovazioni nella comunicazione che stanno nascendo e cambiano da ora il nostro metodo di comunicare. Riassunto di quello che avverrà con video integrale d’approfondimento.

Nel 2050 internet cambierà nuovamente e sarà più rapido e ancora più capillare.

La copertura di internet al giorno d’oggi è il primo dei problemi da risolvere e a breve sarà risolto con tecnologie a basso impatto ambientale.

Google elabora il progetto Loon, palloni stratosferici che estenderanno la connessione ad Internet alle zone ad oggi scoperte aprendo un bacino di utenti inimmaginabile.

Ma la comunicazione non è solo internet, c’è anche, e tanta realtà

Per poter comunicare efficacemente con tutti bisogna conoscere le lingue e i traduttori istantanei stanno evolvendo e si stanno sostituendo ai traduttori “umani”.

Potremmo comunicare con chiunque, in tempo reale e in qualunque luogo! Un mondo senza barriere linguistiche.

Ologrammi e obliquità, ad oggi siamo già ad una svolta epocale sull’argomento, la tecnologia è pronta e gli sviluppi sono molto promettenti.

Si sta lavorando con successo a rendere gli ologrammi tattili grazie agli ultrasuoni. Potrete accarezzare il viso di vostra figlia da chilometri di distanza ed avere la sensazione di toccarla realmente.

Della realtà aumentata se ne parla già da molto tempo e i primi timidi prodotti sono stati lanciati sul mercato.

Google glass e HoloLens sono solo alcuni di questi prodotti, ancora immaturi e poco utili, ma molto prima del 2050 questi prodotti saranno integrati in lenti a contatto e avranno una tecnologia da fantascienza.

E per finire i robot non umanoidi saranno i nostri aiutanti, amici, colleghi. Inoltre con le interfacce cervello/macchina non ci saranno più confini o limitazioni a quello che potremmo fare.

Questo è il percorso che ci aspetta e non è fantascienza è già reale!

(Marketingjournal)

 
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Pubblicato da su 10 marzo 2021 in Uncategorized

 

Staycation, cosa sara mai ?

Danilo Pontone pubblica su hotelnerd una interessante news su di una innovativa tendenza, lo staycation. Ecco che per gli hotel 5 stelle del nostro cantone si potrebbe aprire un interessante nuovo segmento di mercato, fuori stagione, se saranno capaci di offrire il prodotto giusto. Ma anche per B&B, boutique hotels, tutti quei prodotti che hanno una particolarità e che possono risultare attrattivi al pubblico indigeno.

Articolo: Staycation significa letteralmente “vacanza fatta in casa”: una contrazione dei termini “stay (at home)” + “vacation”, un’espressione che vuole designare un’evasione breve nella propria città o all’interno dei confini della propria regione. Il termine è stato coniato negli Stati Uniti per indicare una singolare filosofia di viaggio, nata a misura di Covid-19, che potrà diventare sempre più in voga fino al termine della pandemia. Questa nuova tendenza, che permette di viaggiare a prezzi contenuti, senza allontanarsi troppo dalla propria residenza, consente d’interrompere la monotonia della routine quotidiana e di svagarsi in un albergo all’insegna del relax, andando alla scoperta di tanti aspetti storico artistico e paesaggistici della città o della provincia che, nonostante a portata di mano (o forse, per contrappasso, proprio per questo), erano spesso passati inosservati. I veri promotori di questo turismo a km 0 sono sicuramente gli hotel, capaci di reinventarsi e di dialogare con i loro residenti di prossimità, in una modalità del tutto inedita: offerte ritagliate ad hoc, con colazioni in camera, cene incluse e servizi interni messi a disposizione degli ospiti gratuitamente.  Soggiornare in un hotel, anche a una manciata di pochi km dalla propria abitazione, diventa quindi un modo per coccolarsi e vivere un’esperienza (ad oggi) sempre più esclusiva, come magari una cena stellata o qualche ora da trascorrere in una spa o in una palestra, altrimenti inaccessibile. In conclusione, viaggiare non è più sinonimo di spostamenti a misura di voli aerei e treni interregionali: la Staycation sta permettendo, nel pieno rispetto delle normative sulla sanificazione e le distanze di sicurezza, di comprendere sempre di più il valore intrinseco all’esperienza di viaggio stessa: anche una notte in un hotel, nei pressi della propria abitazione, merita oggi una storia su Instagram e un selfie su Facebook.

 
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Pubblicato da su 15 febbraio 2021 in Uncategorized

 

un po’ di chiarezza sulla terminologia on line marketing

Buongiorno, grazie a Libero Fusi un bell’articolo di marketingjournal :

SEO, SEM e SEA: tre acronimi che possono destare equivoci.

SEO = Search Engine Optimization (ottimizzazione per i motori di ricerca): insieme di tecniche e attività volte ad aumentare la qualità e la quantità del traffico verso il sito attraverso i risultati organici del motore di ricerca.

SEA = Search Engine Advertising: è la strategia usata per guadagnare traffico verso un sito o una pagina web attraverso campagne a pagamento PPC (Pay Per Click) come Google ADS.

SEM = Search Engine Marketing : comprende sia le attività SEO che SEA

Caratteristiche principali della SEA
1 – Ottenere visibilità e traffico a fronte di un pagamento
2 – I risultati sono immediati: i tuoi annunci vengono resi subito visibili (poi sta all’abilità dell’esperto creare annunci che convertano!)
3 – Durata limitata: quando si finiscono i soldi, si blocca la campagna che svanirà dal motore di ricerca all’istante.
Anche la SEA è fatta di ottimizzazione, tentativi ed errori. Può capitare di ottimizzare le campagne e dover riassegnare il budget in base ai risultati. Magari si dovrà riconsiderare il tipo di advertising usato, la rete di ricerca, il messaggio che vuoi mandare e il pubblico che si vuole raggiungere.

Vantaggi
Svantaggi
Aumento istantaneo del traffico
La visibilità è legata al pagamento
Paghi solo quando c’è il click
Il costo
Positivo per le nuove aziende

Flessibile

Comunichi direttamente con il tuo pubblico

Risultati monitorabili

Puoi modificare l’annuncio in tempo reale

Caratteristiche principali del SEO
1 – Richiede impegno: serve un notevole impegno per costruire una solida strategia SEO
2 – Richiede tempo: Google ha bisogno di tempo per visionare il tuo sito, prendere nota dei miglioramenti e agire di conseguenza. Possono volerci mesi per vedere il frutto delle tue fatiche! Non farti tentare dalle “scorciatoie” perché il tuo sito potrebbe incorrere in penalizzazioni difficili da scrollarsi di dosso.
3 – A impostazione strategica: ciò che fai oggi avrà risultati nel lungo periodo. Devi lavorare non solo sulle keyword del presente, ma anche su quelle del futuro (vedi articolo: https://www.marketingjournal.it/seo-come-supporto-strategico-seo-step-by-step-a-cura-di-libero-fusi/)

E’ molto utile continuare a mantenere attiva una strategia SEO che lavori in continuazione, anzi che continui ad incrementarsi nel tempo.

Vantaggi

Aumenta la visbilità
Migliora la percezione del brand
Più visitatori più potenziali clienti
Gratuito (i click sono gratuiti)
Risultati a lungo termine

Svantaggi

Richiede impegno e tempo
Difficile da quantificare
Non ci sono garanzie di un buon ranking

Quale strategia scegliere?
Uno dei più grandi vantaggi dell’approccio SEO è che i risultati godono di maggiore fiducia da parte degli utenti internet. Come conseguenza, i siti che si affidano alla SEO ricevono molti più click in confronto ad un risultato presente negli annunci a pagamento. Lo svantaggio è che è davvero difficile arrivare alle prime posizioni, specialmente se la tua azienda si trova in un settore molto competitivo.

Con i risultati a pagamento hai il controllo completo sull’andamento della tua campagna in tempo reale e ritagliare un annuncio su misura per ogni tipologia di pubblico a cui vuoi rivolgerti. Lo svantaggio è ovviamente, il costo economico.

Le campagne SEA possono generare traffico istantaneo ma hanno bisogno di essere costantemente rinnovate, richiedono sempre un impegno economico e una pianificazione strategica. La SEO è una strategia che richiede più tempo per vedere i risultati i cui benefici possono essere notevoli ma a fronte di fatiche quotidiane.

I risultati di una campagna PPC possono aiutare una pagina web o un prodotto ad essere riconosciuto velocemente, in questo caso è il motore di ricerca il destinatario del denaro. Mentre, se vogliamo che una pagina conquisti una buona posizione nella SERP, sceglieremo di incaricare un’agenzia o un professionista SEO. Anche se decidi di farla tu da solo, dovrai impiegare tonnellate di ore di lavoro e di fatica.

In conclusione, la SEA apporta benefici quando si vuole lanciare un prodotto, spingere una campagna o magari quando si ha una vendita last minutes. La SEO è uno strumento per avere una visibilità a lungo termine e quando il budget è più limitato. Nulla ci impedisce di usare entrambe le strategie per ottenere i migliori risultati e raggiungere conversioni più efficaci.

 
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Pubblicato da su 15 febbraio 2021 in Uncategorized

 

Il mondo digitale ed il marketing

Il marketing, una scienza umana, fatta da reazioni e da azioni, dove il mondo emozionale ed il mondo razionale giocano tra di loro, ma ora il consumatore è isolato e sente che qualche cosa manca !

Passare un’ora in Zalando è sicuramente interessante ma non paragonabile ad andare un’ora per negozi in un centro commerciale o in una città. Chiamare un food delivery non può essere paragonato ad andare a vivere un evento al ristorante. Ascoltare un concerto su youtube non è andare in una sala concerti. Avventurarsi nelle pagine, seppur interessanti e coinvolgenti di  “artsandculture.google.com” non può essere paragonato ad andar per musei.

Questa è la prova che il marketing necessità di contatti, osservazioni, emozioni, il mondo on line è considerato da molti specialisti il futuro ma  l’attento osservatore capisce subito che il mondo off line non morirà mai !

Tenertelo inconsiderazioni nelle riflessioni che fate in azienda, non disinvestite sul mondo off line. Ora siamo alla svolta e i due mondi dovranno non solo vivere assieme, convergere verso il consumatore, ma la risorsa umana riprenderà il suo spazio nel secondo semestre 2021.

Grazie a tutti per essere presenti e vi aspettiamo l’anno prossimo, in presenza  “per ricordarci l’effetto che fa”

 (riflessione condivisa in occasione della serata aggiornamento per studenti e diplomati SMSchool, 01.02.2021)

 
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Pubblicato da su 2 febbraio 2021 in Uncategorized

 

solo per amanti del digitale e di Dolce e Gabbana

un esempio di come coniugare moda e digitale, sfilata autunno inverno 2021/22 progettata per Milano Moda ma poi convertita al 100% in digitale.

clicca soprahttps://www.farfetch.com/ch/stories/men/dolce-gabbana-edit-fw21.aspx?msc=dolceandgabbana_m_jan21&mktref=display_m

 
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Pubblicato da su 1 febbraio 2021 in Uncategorized